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Impariamo l'italiano
Autore – Cesare Marchi
Editore – BUR (Biblioteca Universale Rizzoli)
Anno di pubblicazione – 2003
n° pagine – 208
ISBN - 9788817107822


Per potere essere correttamente capita e bene utilizzata, ogni lingua va conosciuta, oltre che praticata.
Niente di più scontato e negletto, soprattutto in Italia.
Oltre la grammatica elementare e un buon vocabolario, ho sempre portato con me due testi con cui dirimere i dubbi che suscita la nostra lingua. Il primo, è questo delizioso trattatello redatto in forma discorsiva sull’uso e le insidie dell'italiano (qui presentato nella sua recente riedizione). Si legge piacevolmente, come un racconto. Anzi, una serie di racconti. Vi si presta volentieri l'attenzione, come a una conversazione arguta. L'autore ha il grande merito di non essere troppo puntiglioso nell’esigere una troppo rigida applicazione grammaticale, o sintattica; motiva debitamente ogni sua affermazione; inoltre, considera la lingua come materia viva, in continuo divenire determinato dall’uso. È aperto al cambiamento. Altro pregio non da poco.
Il libro ha il solo difetto, ma non la colpa, di essere stato scritto nel 1984. Molto è cambiato da allora. Ciò non ostante[1], permane come riferimento di utilità fondamentale (di grande ispirazione) per tutti gli intelletti che siano ancora sensibili a una comunicazione chiara, certa e condivisa (anche questa è merce che, da noi, si trova a solo “borsa nera”).
Si auspica sempre che una Regola non sia così rigida da risultare iniqua; essa, tuttavia, resta strumento imprescindibile di accordo tra “pares”. Così come una Forma, o una Legge. La lingua con cui si comunica non fa eccezione. Concetti ahimè dimenticati, oggi, anche in sede di formazione. O considerati inquietanti...
Quando non eversivi. 

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[1]  Già: «nonostante ciò»; staccato. Un po' desueto, ma corretto. Almeno quanto l'espressione «Nulla osta» (nihil obstat), cioè “niente si oppone” o “ostacola”..., da cui deriva.




 





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