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Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira
Feltrinelli Ia ed. 1994

È l’agosto del 1938 e a Lisbona il caldo è insopportabile. L’unico modo per riuscire a sopravvivere alla calura è stare al chiuso, in redazione o a casa, oppure accanto al ventilatore del Café Orquidea sorseggiando limonata e mangiando omelettes alle erbe aromatiche. Pereira passa così le sue giornate, in solitudine, eccetto le volte in cui si reca dai pochi amici che ha. La vera compagnia per un uomo come lui è il ricordo, quello della giovinezza passata a Coimbra e, soprattutto, il ricordo della moglie morta, il cui ritratto campeggia in casa sua ed è l’interlocutore delle sue conversazioni più intime.
Pereira è un giornalista. Più precisamente, dirige la pagina culturale del "Lisboa", un giornale del pomeriggio con un direttore allineato alle posizioni del regime di Salazar. Ma questo non è un problema per Pereira, lui è completamente disinteressato a ciò che gli accade attorno, traduce racconti di autori francesi dell’800 per la pagina culturale e medita di inaugurare una nuova rubrica, “Ricorrenze”, da dedicare alla commemorazione dei grandi autori scomparsi. Cercando un collaboratore che lo aiuti nella redazione della nuova rubrica, si imbatte in Monteiro Rossi, un giovane di origine italiana che si è appena laureato con una tesi sulla morte. Pereira ritiene che un giovane con simili credenziali sia la persona che fa al caso suo e decide di assumerlo come praticante, ma Monteiro Rossi si rivela presto ingestibile. La parte razionale di Pereira vorrebbe opporsi e allontanarsi da Rossi, ma un’altra parte di lui non ci riesce e si lascia coinvolgere suo malgrado nelle vicende di questo giovane che gli appare tanto innamorato della vita. Sarà che gli ricorda i bei tempi della sua giovinezza a Coimbra, sarà che risveglia in lui l’amore per il presente, sarà che vuole provare a rispondere alle molte domande che si affollano nella sua testa. L’agosto del 1938 sarà un momento decisivo della vita di Pereira come uomo e come giornalista.

Sostiene Pereira è un romanzo di formazione, anche se il protagonista non è l’eroe giovane e intraprendente a cui il genere ci ha abituato. È un uomo che ha visto sfiorire la sua giovinezza, è grasso, abitudinario e solitario. Chiuso in se stesso e nel suo mondo di ricordi, reagisce alle novità e ai diversivi alzando un muro tra sé e l’elemento estraneo. È una persona senza idee e opinioni, che vuole semplicemente continuare a non avere problemi per potersi concentrare liberamente sul passato e sulla morte. Inconsapevolmente Monteiro Rossi tocca le giuste corde di quell’uomo mite e schivo, e quando Pereira si trova a dover decidere cosa fare si rende conto che il suo normale criterio di scelta, cioè tenere lontani i fastidi di qualsiasi tipo, non è più adeguato. Il protagonista si riconosce perfettamente nelle teorie di alcuni psicologi francesi, secondo cui ognuno di noi non ha un’unica anima bensì una congregazione di anime. Un’anima domina tutte le altre diventando l’Io egemone, ma talvolta capita che l’anima predominante cambi a causa di un evento scatenante, così cambia l'Io egemone determinando un grande cambiamento nella persona.
L’evoluzione del personaggio passa soprattutto dalla transizione da passività ad azione: in partenza il protagonista si lascia trascinare dagli eventi senza opporre resistenza né reagire in alcun modo, non conosce la situazione del Portogallo e di Lisbona pur vivendoci, si potrebbe dire che galleggia in una dimensione parallela rispetto alle persone che lo circondano e che non mancano di rimproverarlo per questo. Ma piano piano Pereira cambia, a piccoli passi inizia a compiere un’azione e poi un’altra, decide di tenere come praticante Monteiro Rossi e lo aiuta in modo sempre più determinante e sempre più apertamente.

Sostiene Pereira è anche un romanzo di impegno civile, in cui il protagonista, una persona qualunque, riesce a risvegliare la propria coscienza dal torpore della vita quotidiana e a opporsi ai soprusi e alle violenze della dittatura affermando la propria libertà di uomo e di intellettuale. La stessa prosa del romanzo rappresenta la trascrizione della dichiarazione rilasciata dal protagonista su quanto accaduto. La parola “dichiarazione” ha diversi significati (dal Sabatini Coletti): è un comunicare qualcosa ad altri, è un atto che può avere valore giuridico in cui si attesta o proclama qualcosa, può essere una pubblica enunciazione di intenti (per esempio una dichiarazione di guerra o la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino) oppure un’espressione di sentimenti privati a cui viene data importanza e solennità, come accade in una dichiarazione di matrimonio. Il romanzo raccoglie in sé ciascuno di questi aspetti. Esprime una comunicazione, appare come un atto con valore giuridico, a tratti sembra un’enunciazione pubblica e, contemporaneamente, la semplicità disarmante con cui il protagonista narra la sua lotta interiore apre le porte al mondo dei sentimenti privati. Qualunque di questi aspetti prevalga all’occhio del lettore, però, il punto di arrivo è il medesimo: Sostiene Pereira è il racconto della presa di posizione di un personaggio che ha completato il cammino di risveglio della propria coscienza civile.



Annibale Bernardeschi
09/10/2014 9:11am

Nel 1938 avevo 10 anni. Per gli insegnamenti di mio padre ero già conscio dei soprusi di quelle dittature. Eppure, dopo tante lotte, siamo al punto di partenza. Il Potere oggi si avvale di una pseudo democrazia che tiene soggetta la maggioranza del Popolo e la emargina con la disoccupazione il precariato e i bassi salari. A 86 anni mi consolo con e parole di Mosca: "non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali ma un sollievo per i mortali che son stanchi di soffrir. Con tanti saluti a Malagigi.

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