Immagine
Stephan Porombka,
Scrivere nella rete, 
Zanichelli 2012


Se vi interessa sapere come si usano i social network o come si scrive un blog, Scrivere nella rete non è il libro che fa per voi. Infatti, nonostante il titolo, nel libro non viene spiegato come si costruisce un blog, come aumentare il numero dei visitatori al proprio sito o come si usano Facebook & co. O meglio, il libro parla anche di blog e social network, ma da un punto di vista diverso. Diciamo che Scrivere nella rete sposta il segno un po' più in là rispetto ai soliti manuali sulla scrittura e sulla comunicazione via web, perché parla di come sfruttare la rete per sperimentare nuove forme di narrativa e di letteratura. 
Le caratteristiche principali della rete, nonchè le differenze più evidenti rispetto alla narrativa stampata, sono la frammentarietà e l'interattività. La rete è frammentaria, perché la produzione e la fruizione dei contenuti si basano sull'ipertesto, cioè su diversi testi (composti da parole, immagini, animazioni, video o audio) connessi tra loro. La rete è interattiva perchè è l'utente a decidere come collegare i testi tra loro (in genere attraverso i link), e, inoltre, l'utente può interagire con altri utenti e con i testi contribuendo alla loro costruzione.

Applicare i principi della frammentarietà e dell'interattività alla narrazione può sembrare una forzatura, dato che in genere lo sviluppo di una storia su carta è lineare e fisso, deciso dall'autore. Un'eccezione è rappresentata dalle storie a bivi, sperimentate soprattutto dalla letteratura per ragazzi, in cui è il lettore a determinare lo sviluppo della storia scegliendo di volta in volta una via, un frammento di storia tra quelli proposti dall'autore. L'editoria tradizionale, però non è andata molto più avanti di così. 

La rete invece offre maggiori possibilità di sperimentazione, come la possibilità di creare legami di tipo dinamico e casuale tra testi differenti, o tra loro parti, che possono essere utilizzati per produrre qualcosa di nuovo. È quello che accade nella computer poetry, che rielabora testi esistenti con un algoritmo per ottenere testi nuovi, spesso senza senso e talvolta di una bellezza stupefacente. Oppure, partendo dalle diverse possibilità di interazione tra gli utenti, è possibile provare a riscrivere un romanzo epistolare come I dolori del giovane Werther di Goethe per farlo diventare uno scambio di email, invece che uno scambio di lettere inviate per posta come accade nel romanzo originale. Esperimenti del genere sono stati effettuati anche su Twitter, adattando la successione degli avvenimenti di alcuni romanzi (per esempio La metamorfosi di Kafka) alla comunicazione tramite tweet.

Naturalmente è possibile lavorare su storie nuove, che nascono appositamente per il web, e in questo caso è essenziale tenere a mente una cosa: a differenza dei contenuti di un libro, ciò che viene scritto sul web non è permanente, ma sarà vittima della dinamicità della rete diventando vecchio e difficilmente reperibile nel giro di poco tempo. Per raccontare storie sulla rete è necessario superare l'idea dell'immortalità della pubblicazione su libro per abbracciare nuove opportunità creative. Sul web, per esempio, è possibile sviluppare una storia come se accadesse qui e ora e i lettori possono seguirla in tempo reale. Tramite i social network i lettori possono interagire addirittura con i personaggi come farebbero con una persona reale, se questi hanno una loro pagina dedicata. Inoltre in rete è possibile sviluppare la medesima storia attraverso canali differenti, magari tramite Youtube, un blog e una pagina Facebook.

Stephan Porombka parla di tutto questo attraverso brevi capitoli, concisi ma esaurienti, ricchi di tanti esempi attuali e di esperimenti già fatti da cui è possibile prendere ispirazione. Inoltre, alla fine di ogni capitolo, l'autore propone un esercizio che permette al lettore di provare in prima persona cosa significhi fare letteratura in rete. Il quadro che ne emerge è di un mondo in continua evoluzione, aperto a molte possibilità di sperimentazione artistica e letteraria, ma che va conosciuto e compreso per essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità. Ecco cosa fa questo libro: offre una buona panoramica dello stato dell'arte e contemporaneamente fornisce una sorta di cassetta degli attrezzi per raccontare storie utilizzando forme nuove.





Leave a Reply.