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Favole periodiche
Hugh Aldersey-Williams
BUR 2012




Immagino che la maggior parte di noi si sia imbattuto in una tavola periodica, almeno a scuola. Un reticolo di caselle popolato da lettere e numeri, che racchiude tutti gli elementi chimici di cui è fatto il mondo che ci circonda riassumendone le principali caratteristiche. Una cosa abbastanza noiosa, in effetti. E, soprattutto, poco comprensibile ai più.
Anche a scuola, magari, abbiamo sempre visto la chimica come una strana sequenza di lettere e numeri combinati tra loro per rappresentare formule che difficilmente avremmo visto concretizzate in un esperimento in laboratorio. Io, per esempio, non credo di aver mai fatto un vero esperimento di chimica, anche se ho frequentato il liceo scientifico. Facevamo qualche esperimento di biologia, di fisica, ma di chimica mai. Chissà perché.  

Favole periodiche, in realtà, non è un libro di chimica. Non spiega come funzionano gli elementi e gli atomi, o quale sia il significato della tavola periodica. Con questo libro l'autore, Hugh Aldersey-Williams, vuole spiegarci qual è il legame tra noi e gli elementi chimici attraverso la loro storia, perché "dal momento della scoperta, ogni elemento inizia il suo viaggio nella nostra cultura". L'itinerario di questo viaggio è tutto da costruire, perciò l'autore per prima cosa riorganizza gli elementi in base ai temi culturali a cui l'uomo li ha associati: potere, fuoco, arti e mestieri, bellezza, terra. A questo punto, dopo aver ridisegnato la tavola periodica come avrebbe potuto fare un antropologo, la rotta è tracciata e il viaggio può iniziare. Come promesso, l'autore racconta la scoperta, gli utilizzi e i significati culturali che ciascun elemento ha assunto, cercando di spiegarci come questi tre aspetti siano inseparabili. È grazie a questo viaggio che capiremo perché Shakespeare abbia fatto scegliere a Bassanio de Il mercante di Venezia proprio lo scrigno di piombo, sicuro che i suoi contemporanei avrebbero capito. Oppure, in tempi più recenti,  perché  il cromo e il neon siano stati utilizzati da artisti e scrittori e come la percezione culturale di questi due elementi si sia evoluta nel corso degli ultimi cinquant'anni. O, ancora, come sia stato possibile che nella considerazione popolare il platino abbia superato l'oro, simbolo di ricchezza e supremazia da sempre.

Il viaggio, però, non è solo simbolico. Gli elementi non vivono soltanto nelle nostre arti, nella nostra lingua e nella storia. Vivono anche, e soprattutto, in senso materiale. Sono negli oggetti che ci sono cari e di cui magari ignoriamo la natura. Hanno reso possibili invenzioni e scoperte che hanno contribuito allo sviluppo della civiltà. E le loro caratteristiche materiali, le loro caratteristiche chimiche, sono state essenziali per determinarne il significato culturale. Pensiamo all'oro: fin dall'antichità è stato considerato simbolo di ricchezza e non solo perché è raro. Infatti è uno dei pochi elementi che già in natura si presenta in purezza, colpendo chi lo trova con il suo luccichio inconfondibile. Incantando l'occhio con la sua purezza, ecco come l'oro ha conquistato l'uomo. Oltretutto l'oro non è nemmeno un materiale particolarmente utile o versatile, perciò il suo valore è dovuto unicamente al significato culturale che gli è stato attribuito.

  

È la consapevolezza di questa doppia vita, simbolica e materiale, che ci fa conoscere veramente gli elementi chimici, eppure l'insegnamento della chimica fa ben poco per riconoscere questa ricca esistenza. Negli ultimi anni, poi, la chimica è stata sempre più associata a qualcosa di negativo, a qualcosa di artificiale, a qualcosa di estraneo dal mondo come dovrebbe essere.  Non è così, perché la chimica, gli elementi chimici e i processi chimici esistono in natura indipendentemente dall'uomo. La chimica può essere utilizzata nel modo sbagliato, ma non è la chimica in sé a essere sbagliata. Ignorare o, peggio ancora, rifiutare la chimica, ci preclude un'importante fetta di conoscenza e comprensione che può portarci al paradosso di voler escludere i cosiddetti "prodotti chimici" dalla nostra vita, senza renderci conto che anche il semplice lavandino della cucina è un prodotto della chimica.










 


12/04/2013 11:37pm

Thanks for a great read.

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