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La boutique del mistero

Autore – Dino Buzzati
Editore – Arnoldo Mondadori
Collana – Oscar narrativa – n° 214
Anno di pubblicazione – 1968
Pagine – 224

         La letteratura italiana del Novecento è miniera inesauribile di spunti universali. Un atteggiamento purtroppo diffuso è trascurarla, come conoscenza consolidata o dato acquisito. Il sistema scolastico, stanco e poco entusiasta, la illustra generalmente di corsa, poco prima dell'esame di Stato. Dopo, la si dà per conosciuta. Se ne afferma cioè il valore, spesso senza averla più esplorata a dovere. Può essere interessante riscoprirla, invece, se si cercano letture che regalino, al tempo stesso, evasione intelligente dalla realtà e consolidamento di princìpi.

         Nel 1968 Dino Buzzati operò personalmente una selezione dei suoi migliori racconti, per dare loro maggiore visibilità. Ne scaturì la pubblicazione di “La boutique del mistero”, che resta uno dei migliori libri di narrativa breve mai prodotti in Italia, dal dopoguerra a oggi. Nei 31 “quadri” scelti è dipinto un campionario unico di surrealismo delicato e devastante, figlio di un'inventiva sottilissima, che lascia spesso esterrefatti. A leggere oggi questi racconti, si comprende come la ricerca letteraria di un intreccio strabiliante non valga quasi mai il sapore di una storia ordinaria, credibile e ben raccontata, cui il lettore si possa facilmente rapportare; soprattutto se, come qui avviene sempre, un accadimento emblematico o una consapevolezza arrivino improvvisamente a cristallizzare i vari comportamenti umani, le paure, i difetti, o i mille piccoli dubbi che si agitano nella nostra testa. Ugualmente preziosa, divertente per la lettura, risulta la delicatezza sapiente di un autore che non si erge mai a giudice esplicito, ma porge la sua intuizione al lettore, per il suo divertimento, e tace un attimo prima di giungere a “la morale”. Così che a ciascuno resti il sottile piacere d'intuire e riflettere. Delizioso verificare come ognuna di queste bellissime piccole storie ti accompagni sobriamente all'interno di te stesso e ti lasci poi là, con le ruote del pensiero ancora in movimento.

         Mi piace, tra tutti, segnalare "Inviti superflui" come una vetta assoluta di perfezione, raramente raggiunta da altri.

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