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Titolo: La neve se ne frega
Autore: Luciano Ligabue
Editore: Feltrinelli

In questo libro Ligabue ci porta in una visione futurista del mondo, nel 2195, secondo la quale tutto sarà sotto il controllo del cosiddetto Piano Vidor. Secondo la lista dei diritti e dei doveri di tale modello, ognuno nel futuro sarà condotto alla sua felicità personale. Ma la storia non è così generale, piuttosto si concentra su una coppia: Difo e Natura. Gli esseri umani, nel libro, nascono già vecchi per poi tornare indietro nel tempo, e arrivare ad avere pochi giorni, consapevoli sempre di quanto gli rimane da vivere. Così, vengono generati già “con una scadenza” e con un partner prefissato, nel nostro caso Difo nasce a 79 anni e Natura a 81. Sanno già, della loro vita, che saranno sempre insieme e che alla fine Natura si troverà a vivere da sola gli ultimi due anni.

La loro vita scorre felice, come quella di tutte le coppie facenti parti del Piano Vidor, ma controllata 24 ore su 24 da telecamere installate ovunque, a cui non sfugge nulla. Nemmeno che Natura, ad un tratto si ammala. Dalle numerose analisi che farà si scoprirà poi di che malattia si tratta, una disfunzione che non si manifestava da circa un secolo: è incinta. Non sarà però così facile capirlo per i dottori di quell’epoca, che non sanno niente del passato poiché esso è stato totalmente rimosso e dato che le persone ora sono generati da capsule. Un’anomalia, dunque, che viene riconosciuta e che può essere curata solo da un detenuto Opal, un carcerato che ha ricevuto oralmente informazioni riguardo le gravidanze del passato. Dall’ordine di aborto conseguito dallo Stato, per Natura e Difo iniziano le controversie. Difo riesce a scoprire cos’è successo a Natura e a suo figlio, come il feto è stato brutalmente condotto alla morte e come la madre ha rischiato di seguirlo nell’aldilà. “Sacrificare la vita di uno per salvare un’intera società”, è questo che pensa il Governo. Tutte le certezze del protagonista si sgretolano in un attimo quando scopre cosa è veramente accaduto e inizia una sorta di ribellione contro lo Stato, contro le regole e addirittura contro la sua amata. Così il rapporto si incrina, i silenzi sono frequenti e pesanti, la coppia fatica a risanarsi. Tant’è vero che Natura rimane ancora una volta incinta, e stavolta Difo cercherà di far nascere il bambino da sé. Ma l’operazione non funziona, saranno costretti a chiamare chi di competenza a causa di un’emorragia, Difo sarà punito per la sua trasgressione molto grave alle regole. Finalmente, scenderà la neve. La neve che candida scende e blocca tutte le telecamere. La neve che non fa percepire le voci allo Stato. La neve che permetterà al detenuto Opal di spiegare a Difo tutto quello che sa, sulla gravidanza, sul loro caso speciale, sul perché il Piano Vidor non l’ha accettato. Il giorno dopo nevica ancora, e Difo ne approfitta per raccontare tutto a Natura. Ora sono trasparenti, ora sanno. E sono di nuovo tutt’uno. E così finiranno nell’asilo, da vecchi, lei e lui. Tutti gli altri non contano assolutamente nulla.

E’ veramente singolare la capacità di Ligabue, nei suoi libri come nelle sue canzoni, di emozionare e trasportare il lettore all’interno delle sue storie. Ne “La neve se ne frega” non si tende solo a captare le emozioni dei protagonisti, ma vengono suscitati anche dei pensieri su noi stessi, sul nostro futuro, su ciò che ci potrà accadere. Un libro impegnativo e particolare nella forma, ma di facile comprensione lessicale e quindi accessibile e scorrevole. Da amante accanita di Ligabue come cantante, quando ho comprato questo libro non ho dubitato nemmeno un secondo di acquistarlo: sapevo che ne sarebbe valsa la pena. Lo sapevo dalle sue canzoni.


 


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